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Graduale
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Il mwdggraduale, anticamente chiamato mwdwResponsorium Graduale, è un canto interlezionale mweamelismatico che appartiene al mweqproprio della mwegmessa del mwewRito romano della mwfaChiesa cattolica.

Il suo nome deriva dal mwfglatino mwfwgradus, gradino, perché in origine i cantori cantavano il graduale restando sui gradini dell'mwgaambonecite-ref-1[1].

Il termine può riferirsi anche al libro che raccoglie canti utilizzati nella mwhgcelebrazione eucaristica. Attualmente viene utilizzato per raccogliere i canti del repertorio mwhwgregoriano, sia del mwiaproprio che dell'mwiqordinario, come il mwigGraduale Triplex.

Contents

Storia
Note

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Storia

La struttura delle celebrazioni liturgiche delle prime comunità mwjgcristiane era molto semplice: si leggevano delle letture mwjwbibliche che venivano intercalate cantando dei mwkasalmi o dei mwkqcantici. Era lo schema della mwkglectio cum cantico attestata nel mwkwII-mwlaIII secolocite-ref-2[2]. Questo schema sopravvive ancora oggi nella celebrazione della mwmqveglia pasquale.
I cantici venivano cantati mwmwin directum, cioè dall'inizio alla fine senza interruzione, come avviene ancora oggi nel mwnamwnqtractus. Presto si prese l'abitudine di inserire tra i versetti un'mwngantifona con la quale l'assemblea rispondeva al canto del solista. È la forma mwnwsalmodica responsoriale, presente ancora oggi nella mwoaliturgia delle ore nel mwoqresponsorio e nella mwogmessa nel graduale e nell'mwowalleluia. Questo uso era già attestato all'epoca di mwpasant'Agostino: mwpqbrevis psalmus est et valde utilis, quem modo nobis cantatum audivimus et cantando respondimuscite-ref-3[3].
In seguito questo schema fu rivisto ed il salmo venne ridotto a due soli versetti: il mwqwcorpo ed il mwraversetto. Venne adattato dagli specialisti della mwrqschola romana nel mwrgV secolo e l'arricchimento dell'ornamentazione melodica andò di pari passo con l'abbreviazione del testo. Quando le letture si ridussero ad una, il graduale e l'Alleluia o il mwrwtratto si iniziarono a cantare uno dopo l'altro.

Questo schema è stato mantenuto fino alla mwsqriforma liturgica del rito romano a seguito del mwsgConcilio Vaticano II. Infatti nella mwswMessa tridentina il graduale è cantato dopo la lettura dell'mwtaepistola, seguito dall'mwtqalleluia o dal mwtgtratto; quando il graduale non può essere cantato, viene recitato dal mwtwcelebrante.

Uso liturgico

Nell'mwuwordinamento liturgico corrente del mwvarito romano, può essere cantato dopo la prima lettura, utilizzando il repertorio mwvqgregoriano o mwvgpolifonico, con la funzione di invito alla meditazione sulla Parola ascoltata. Più frequentemente il graduale non viene cantato ed è allora sostituito dal mwvwsalmo responsoriale prescritto dal mwwamessale. Nel mwwqtempo pasquale il graduale non è contemplato, un altro canto dell'mwwgalleluia viene eseguito al suo posto, ad eccezione dell'mwwwottava di Pasqua.

Nellmwxq'mwxgmwxwusus antiquior del mwyarito romano, il graduale è cantato dopo la lettura dell'mwyqepistola. Esso viene poi seguito dall'mwygAlleluia o dal mwywTratto. Nelle messe delle mwzaQuattro tempora, in cui l'epistola è preceduta da più lezioni tratte dell'mwzqAntico Testamento vi è un graduale diverso dopo ogni lezione, mentre l'epistola è seguita dal tratto.

In altre Chiese e riti, vi sono frammenti di salmo cantati fra le letture che corrispondono al graduale di rito romano. La loro collocazione e la loro struttura dipendono dal numero di letture.
Nel mwaarito bizantino il lettore dell'epistola canta per primo il mwaqsalmo di Davide e poi gli mwagmwawAtti degli Apostoli entrambi piccoli frammenti di salmo.
Nel mwbqrito armeno, che ha un'antica stesura di tre letture, viene inserita fra ognuna di esse il mwbgSaghmos Jashu (salmo dell'ultima cena) ed il mwbwMesedi (di nuovo un verso o due del salmo).
Il mwcqrito nestoriano, usa tre versi di salmo seguiti da tre Alleluia (questo gruppo è detto mwcgZumara) dopo l'Epistola.
Il mwdarito ambrosiano, alcune volte premette una lettura dai Profeti prima dell'Epistola, nel cui caso seguono gli mwdqPsalmelli (al singolare mwdgPsalmellus), due o tre versi da un salmo che corrispondono al Graduale.
Nel mwearito mozarabico, vi sono tre letture, con un salmo (mweqPsallendo) cantato fra le prime due.
Fra le chiese protestanti, i mwewluterani talvolta cantano un graduale fra l'epistola e la lettura del Vangelo.

Testo e musica

Il graduale si compone di due parti: il corpo, detto anche mwharesponsum o mwhqcaput ed il versetto.
Il testo è tratto solitamente da uno o più mwhwsalmi, ma può essere utilizzato anche un altro libro mwiabiblico appositamente scelto per evocare il mistero celebrato, come il mwiqlibro di Giuditta nella festa dell'mwigImmacolata Concezione, o il mwiwLibro di Esdra nella mwjamessa dei defunti.

La melodia comprende una ricca ornamentazione mwjgmelismatica estesa a quasi tutte le sillabe del testo. Nell'edizione del mwjwmwkaGraduale romanum del mwkq1908 l'esecuzione del mwkgresponsum e della conclusione del versetto è affidata al coro, l'esecuzione del versetto fino all'asterisco ad alcuni cantori (piccola mwkwschola), Nell'edizione del mwla1974 l'asterisco viene abolito e l'intera esecuzione è affidata ai cantori. Nel mwlqGraduale simplex il graduale viene chiamato mwlgPsalmus responsorius.

La composizione dei mwmatratti si limita a due mwmqmodi arcaizzanti. Il graduale invece si trova ad uno stadio più avanzato dell'evoluzione modale, infatti vi si ritrovano tutti i quattro modi autentici dellmwmg'mwmwmwnaoctoechos: il primo, il terzo, il quinto ed il settimo. La metà dei graduali è costruita sul quinto modo, mentre una famiglia particolare si distingue perché costruita su una medesima melodia-tipo scaturita nettamente dalla corda madre mwnqRE: sono i graduali di "secondo modo in mwngLa"cite-ref-4[4].
Ad eccezione di questo gruppo, i graduali mostrano chiari segni di centonizzazione come i mwpamwpqtratti. Il procedimento di centonizzazione consiste nel prendere in un fondo musicale tradizionale un certo numero di formule modalmente compatibili tra loro e di concatenarle adattandole formalmente al testo che si vuole cantare.

Graduali polifonici

I graduali erano fra le parti della messa più frequentemente composti come mwqaorganum dalle scuole musicali mwqqScuola di Notre-Dame e mwqgScuola di San Marziale. Normalmente le parti cantate dai solisti (l'inizio della risposta ed i versi), erano le sole parti composte, mentre le parti corali erano eseguite in canto piano. Nel mwqw1198 mwraOddone di Sully, mwrqarcivescovo di Parigi, autorizzò il canto mwrgpolifonico dei graduali compresi il famoso mwrwmwsaorganum a quattro voci di mwsqPérotin mwsgSederunt principes per la festività di mwswSanto Stefano e mwtaViderunt omnes per mwtqNatale.

Libri del graduale

Il graduale è il libro che raccoglie i canti della mwuamessa. Anticamente veniva chiamato mwuqAntiphonarium Missarum, mwugAmalario di Metz usò per primo la parola mwuwGraduale per indicare il libro dei canti per l'ufficio del giorno.

I graduali più antichi contengono solo i canti del mwvqproprio: mwvgIntroito, Graduale, mwvwAlleluia, mwwaTratto, mwwqOffertorio e mwwgCommunio. Nei libri recenti vengono inseriti anche i canti dell'mwwwOrdinario che anticamente venivano raccolti in altri libri chiamati mwxamwxqKyriale: mwxgKyrie, mwxwGloria, mwyaCredo, mwyqSanctus ed mwygAgnus Dei e le mwywSequenze.

La sua funzione è quella di servire ai cantori, perciò è indirizzato a chi è già formato nella sua lettura e nella sua interpretazione, infatti, oltre ai testi, riporta anche la musica scritta in mwzqnotazione neumatica: quelli di inizio Novecento, come il mwzgLiber Usualis, solo con la mwzwnotazione quadrata, mentre quelli più recenti, come il mw0aGraduale Triplex riportano anche le notazioni più antiche per permettere il confronto sinottico.

Si distingue dal mw0gmessale, libro che raccoglie le parti cantate e recitate della messa ad uso del mw0wcelebrante. Il mw1aCantatorium invece è un antico libro di canti della messa, indirizzato esclusivamente ai solisti, riportava quindi solo i Graduali, i mw1qTractus e gli mw1gAlleluia, oltre agli incipit degli altri canti.

Note

cite-note-11. F. Rampi e M. Lattanzi, mw3gManuale di canto gregoriano, Turris editrice, 1998, p. 111.
cite-note-22. dom D. Saulnier, mw4gIl canto gregoriano, Piemme, 1998.
cite-note-33. s. Agostino, mw5gEnarratio in psalmum 119, nuova biblioteca agostiniana, XXVII, Roma, 1976, p. 1404.
cite-note-44. Questo è l'elenco di questa famiglia. La pagina si riferisce al mw6gGraduale Triplex: mw6wTollite portas p. 25, mw7aA summo caelo p. 27, mw7qIn sole posuit p. 30, mw7gDomine Deus virtutum p. 32, mw7wExcita, Domine p. 33, mw8aHodie scietis p. 38, mw8qTecum principium p. 42, mw8gAngelis suis p. 72, mw8wAb occultis p. 101, mw9aNe avertas pag. 155, mw9qHaec dies quam fecit Dominus p. 196, mw9gDomine, refugium factus es p. 347, mw9wIn omnem terram p. 427, mw-aNimis honorati sunt p. 428, mw-qExultabunt sancti p. 455, mw-gJustus ut palma florebit p. 510, mw-wDispersit, dedit pauperibus p. 520 e mw-aRequiem aeternam p. 670.

Bibliografia

• M. Gitton, mwaqaIniziazione alla liturgia romana, ed Qiqajon, Bose, 2008. ISBN 978-88-8227-260-9.

Voci correlate

• mwaqkProprio
• mwaqsLiber Usualis
• mwaq8Messa cantata
• mwaremwariHaec dies

Altri progetti

Altri progetti

• Wikimedia Commons

• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su graduale

Collegamenti esterni

• mwarcTesto dell'intero Graduale 1961 (PDF), su musicasacra.com.
• mwarkGraduale romanum on line, su scholasaintmaur.net. URL consultato il 2 novembre 2008 (archiviato dall'url originale il 12 giugno 2008).